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Lorenzini: “Ecco quanto guadagna un operatore in We Can”. Se i Call center invece…

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Lorenzini: “Ecco quanto guadagna un operatore in We Can”. Se i Call center invece…

Quanto si guadagna? Seguendo il contratto nazionale i conti sono presto fatti. E se i Call center non rispettano le regole…

IL CASO DI RAITRE 
“Più vendi e meglio è”. Il servizio di Mi manda RaiTre del 30 marzo può destare stupore e scalpore sui Call Center. Antonella Palmieri, giornalista del programma, si è fatta assumere per iniziare a lavorare chiamando a casa le persone, a “3,60 euro l’ora”. Si guadagna poco insomma. Questo il messaggio che è passato dalla trasmissione del conduttore Salvo Sottile.  Numeri su numeri: 200 aziende, il 60% del mercato diviso tra 7 grandi gruppi. Ci sono 80 mila lavoratori di cui 40 mila a tempo indeterminato e gli altri 40 mila a collaborazione.

Telefonate aggressive, consenso al trattamento dei dati personali, servizi per bloccare le chiamate dai call center: insomma, si è parlato di tutto e di più. Quello che ha dato più perplessità, visto il servizio, riguarda i numeri gestiti dai vari call Center. Come fanno ad averli?
Massimiliano Dona presidente di Unione Consumatori, ha spiegato: “I numeri presi non sono stati dati per errore al supermercato ma sono stati comprati dalle società all’estero, da società spagnole, che se li procurano grazie ai robot che perlustrano la rubrica di ignari consumatori che non hanno mai dato il consenso”.

Salvo Sottile, conduttore del programma “Mi manda Raitre” (foto tratta dal web)

SE NON SEI PREPARATO AL TELEFONO…
Non si è fatta attendere la risposta di Lorenzo Lorenzini, responsabile Teleselling e Telemarketing di We Can Srl: “Nessuno mette in dubbio che ci siano realtà poco trasparenti e che operano in maniera poco ortodossa. Ci sono tanti che non rispettano le regole e che non hanno i titoli per lavorare in questo mercato”. Federico Bregolato, amministratore di We Can Srl, ha spiegato: “Sono tante le criticità in questo settore. Chi non ha contratti regolari, chi non rispetta la privacy, chi lavora con sub di sub mandato, chi non garantisce uno stipendio ai propri lavoratori. Penso sia loro interesse – ha precisato Bregolato – rimanere nel buio o chiamare da numeri esteri”.

Lorenzo Lorenzini, a capo del Teleselling e Telemarketing di We Can Srl

“We Can Srl ha un reparto di formazione che eroga 1500 ore all’anno, certificate sia negli argomenti che nelle presenze. Tutte le formazioni – spiega Lorenzini – vertono sui principali argomenti di relazione con il cliente, tecniche di vendita e prodotto”.
Le certificazioni Iso Uni 11200:2010 garantiscono un livello di qualità non indifferente a livello nazionale, il modello 231 sull’organizzazione e gestione dell’azienda, è un altro passo verso l’eccellenza nel fare business in Italia. “Penso che una persona capisca benissimo chi si trova dall’altra parte al telefono. L’operatore telefonico, se non aggredisce e soprattutto informa le persone, ha già fatto metà dell’opera. Questo è lo spirito che deve contraddistinguere l’operatore: metterci prima di tutto passione, sentimento e professionalità nel sapere spiegare le cose”.

Sul rapporto col cliente per telefono: “Per legge – ha precisato ancora il capo del Teleselling e Telemarketing (nella foto qui sopra, ndr.) – bisogna identificarsi con l’interlocutore, con il proprio nome della società e per conto della committente. Esistono procedure di immissione di contatti in black list anche da parte di persone che ne fanno espressa richiesta nonostante non siano iscritti al registro delle opposizioni”.

QUANTO GUADAGNA UN OPERATORE TELEFONICO?
Sulla paga oraria i conti sono presto fatti: “Il contratto collettivo nazionale al quale aderisce We Can Srl è composto da 450 euro mensili per 900 contatti utili, ovvero 900 persone con le quali abbiamo parlato per almeno 60 secondi” in aggiunta c’è anche un bonus di frequenza di 120 euro al mese e gli incentivi alla produzione. In media, sono stati erogati stipendi netti di 570 euro che per un lavoro part-time di 4 ore che sono assolutamente in media nel mercato del lavoro“.

 

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